BLOG E RUBRICHE


02

Apr 2015

IL CUSCINO DA SPIAGGIA (E DA CAMPO)

In questo tutorial vi spieghiamo come ottenere uno straordinario oggetto gonfiabile e gonfiatile che riesce a coadiuvare il concetto di comodità con quello del piacere.Grazie alle figure retoriche dello spostamento e della rifunzionalizzazione, alla base del metodo e dell’operazione culturale che l’oggetto incarna, i Briganti hanno rivoluzionato il modo di sdraiarsi senza alzarsi per pienare il bicchiere (che poi uno lo perde sempre, ne usa 100 e inquina) dando seconda vita ad un bag in box.Tra l’altro il contenitore di cartone può essere utilizzato come secchio per la raccolta differenziata della carta.

Mandaci le tue foto mentre ne godi

cuscino da spiaggia


01

Apr 2015

PASQUETTA IN GRANCIA

Giovanni 30/03/15 COMUNICAZIONE SU FACEBOOK

compagni, briganti, amici:
pasquetta la facciamo in grancia.
ore 9,30: per i più audaci colazione con calzone cipolla e sarda, coratella d’agnello e acciughe sotto pesto.
come al solito troverete la brace per fare ciò che volete.
ognuno porti qualcosa, o da bere o da mangiare, organizzatevi tra voi con una colletta o da soli
sono ben accetti tutti, fidanzati, fidanzate, bambini e amanti.
le solite due raccomandazioni:
cercate di venire a macchine piene, evitando parcheggi selvaggi.
ovviamente se ho dimenticato qualcuno avvertitelo
niente cani o altri animali (Spina invece si)

Gipo – comunicazione via mail

cari briganti, è con sommo gaudio che annuncio che abbiamo deciso di imbastire un fantastico posco sotto terra che verrà riesumato alle ore 13:oo del lunedì di pasqua…

inutile dire che chi è interessato lo dica poichè noi venerdì andremo a comprarlo e tra 10 kili di porco e 20 kili di porco la differenza economica è sostanziosa.
aggiungo che il lavoro da fare sarà importante, perchè ci sarà da andare a scavare il giciglio la domnica di pasqua verso le sei per poi “adagiarlo ” sul talamo di mirto verso le 23:00

c’ho ha voglia si proponga per dare una mane…

c’è anche un gruppo su uotsap, chi fosse interessato lo dica !!!

 

Da: gruppo di wotsapp:

Giova ha creato il gruppo “Pasqua col porco”
Giova: E’ partito il treno del Gipo nel fare il porco sotto cenere
Giova: E ovviamente io l’ho preso
Giova: Serve manodopera per scavare la fossa, infatti ho scelto tutte braccia forti, tra cui la Petrini
Ribe‬: Ho trovato un video interessante postato sull’altro gruppo
Giova: Si ma devi scava’ e pillotta’,
Fede☀️: Ahahaha! No no!! Io non scavo!!
Ma non doveva portare l’escsvatore il gipo?
Giova: Problemi tecnici
Fede☀️: Ma noooo
Schultz‬: Facciamolo l forno
Giova: Ma noooo,
Sottoterra. …alla sarda….pattagarroso!….alloro mirto e salamoia
Michele‬: Tipo 8 ore
Fede☀️: A me i sardi hanno detto 24 ore, sale e mirto o alloro
Fede☀️: Sottoterra!!
Lino: Vanghe e zappe dall’ orto
Lino: Quando si scava?
Gipo: la cosa e’ seria … un porco merita rispetto e…. medita dispetto !!!! questa mirco e’ una massima delle tue….
Giova: Scipioni, il programma a breve, oh io è fede si va al sonar sabato, venite?
Lino: Io non vengo al sonar, ma per scava’ ci sono
Luca‬: Chi c’è al sonar?
Giova: Verdena
Luca‬: Ah già
Giova: Vieni
Luca‬: Mai
Ribe‬: Propongo un briefing venerdì sera
Luca‬: Ho Letto Che I Verdena Vengono Usati Nello Utah Al Posto Della Pena Di Morte
Giova: L’ha hahahaga
Ribe‬: Bella Luca
Ribe‬: Se non avete visto quel video sulla cottura guardatelo ci sono degli spunti interessanti
Giova: Intanto va ordinato
Ribe‬: Guardo su Amazon
Gipo: domattina vado a fa du chiacchere col vannuccini. sento qua to virne cosi si fa una colletta iniziale. ppi ce’ da risolvere il primo problema…. se sibprende il sabato dobbiamo trovare un loculo dove deporlo fino alla sera sucvessiva….
michele: Comunque un porcello di una ventina di kili
michele‬: N culo ai …..
Gipo: penso anxhe io venti kili sono onesti…..
Ribe‬: Considera c’è la testa e la coda
michele‬: Allora 30
Fede☀️ : Ora non esageriamo!!!


01

Apr 2015

OGGETTI E PAROLE (che se ne vanno) di Maurilio Boni

Maurilio Boni iniziò a mettere insieme testimonianze della cultura popolare fin dal 1965, intorno a Braccagni e nelle zone limitrofe della valle del Bruna, raccogliendo la memoria sui molteplici saperi intorno alle credenze magico-religiose, alle tecniche popolari di cura, agli oggetti e parole che “se ne vanno”,  còlti in un momento di profonda trasformazione.

Ecco solo una parte importante del suo grande lavoro, ricca di passione, dalla quale abbiamo iniziato grazie alla sua disponibilità la ricerca sull’identità maremmana, ed in questo caso, sugli oggetti della cultura contadina.In questa rubrica posteremo via via oggetti e parole disegnati e scritti da Maurilio, che ci aiuteranno molto nel percorso progettuale sul progetto “Giovani in connessione..” che ritrovate nella relativa categoria del blog….

Iniziamo allora mostrandovi i bellissimi modellini degli oggetti che ha realizzato negli anni, prima di pubblicare il suo lavoro completo di definizioni in gergo maremmano.

immagini teca Maurilio Boni


31

Mar 2015

Primo incontro su materiali e materia

Alcune immagini sul primo incontro con la classe 5c dell’istituto Artistico di Grosseto coordinata dalla professoressa Antonella De Felice.Gli artigiani Lorenzo Lucentini (impagliature e lavorazione legno) Lucio Pari (metalli) e Michele Graglia (ceramiche) parlano dei materiali, delle tecniche di lavorazione e di oggetti della tradizione.

composizione artistico


31

Mar 2015

IL METODO PROGETTUALE

Il Design come operazione culturale.

I nostri prodotti finali non saranno semplici oggetti d’uso, ma come già detto saranno il risultato di ricerche e studi, racconteranno storie, saranno la sintesi di forma, funzione, materia, narrazione, cultura, tecnica, IDENTITA’ locale.

Per arrivare a questo risultato la fase di studio iniziale è importantissima, perché sarà la ricerca stessa a plasmare l’oggetto, guidata dalla fantasia degli studenti e dei progettisti.

In questo articolo riportiamo alcuni progetti di Studio Formafantasma, dove i designer Simone Farresin e Andrea Trimarchi, tra i più quotati in Europa e non solo, hanno prodotto con estrema sintesi e con un metodo interessante (sopratutto perché ci mostra un percorso culturale e di comunicazione profondo attraverso il quale una riflessione prende forma e materia) molti oggetti che sono al limite tra arte e design (se ci fosse differenza).

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30

Mar 2015

IL CONCEPT

Studio del concept
dall’idea di tradizione e territorio alle nuove tecnologie.Da cosa e’ determinata l’identita’ di un luogo o di un oggetto?da:
> storia locale e relativi fattori socioculturali ed economici
> componenti geologiche, risorse, materie prime,clima ecc..
> cultura locale e tecniche di lavorazione sviluppate
> materiali facilmente reperibili (pietre da costruzione,argilla, materiali naturali, metallo, vetro, stoffe)
> fattori sociali, antropologici, comportamentali…

Si può iniziare il percorso progettuale (startup) a partide da:
> materiale
> elemento naturale locale
> oggetto della tradizione
> un materiale tradizionale da valorizzare
> evoluzione di uno o più materiali grazie a nuove tecnologie: macchinari, scienza (nuovi materiali einterazioni con i vecchi, ricerche scientifiche), tecnica e industria.
> una riflessione sociale
> un oggetto del territorio
> una storia o un a leggenda
> un gesto o una abitudine
> una tradizione, un mestiere, un uso
> prodotto locale o una ricetta (conservazione grazie a paglia o altri materiali).
> una legge scientifica o una tecnica

Il progetto si sviluppa su 3 livelli paralleli e solidali di sviluppo che mirano alla produzione di un“pacchetto” formativo, progettuale e tecnologico che abbia come obiettivo finale la realizzazione di un portale per la comunicazione e la vendita di oggetti che sintetizzino antico sapere artigiano, nuove applicazioni al mercato moderno e contaminazione con nuove tecnologie di produzione.

Ecco i ruoli degli attori del progetto:

1 Artigiani
– lavoraizone del legno, tecniche di impagliatura ecc.
– lavorazione di cotto e ceramiche, tecniche di cottura.
-tecniche di lavorazione e cottura dei metalli e del vetro

Gli artigiani verranno coinvolti in  workshop in cui spiegheranno il loro lavoro, gli attrezzi e le tecniche di lavorazione.Infine analizzeranno i progetti realizzati dagli studenti per il labor limae finale..potranno realizzare  modelli finali dei prodotti.
2 Scuola di Arte
Gli studenti e gli insegnanti
– Faranno una ricerca sulla storia degli oggetti di uso del territorio
– le nuove tecnologie di produzione industriale ed artigianale
– Analizzaranno con una piccola ricerca di mercato su web le nuove tendenze dell’oggettistica contemporanea e dell’antidesign
– Realizzeranno oggetti di redesign (antidesign) a partire dagli oggetti della tradizione
– Prenderanno contatto con media e attori della comunicazione (stampa, pubblicità, web ecc..) per il lancio dei prodotti.
– Lanceranno gli oggetti nelle campagne pubblicitarie per vendere i prodotti online

3 Professionisti (Briganti)

che possano coordinare il progetto in 2 fasi:
Coadiuvare gli studenti nella comprensione del metodo progettuale, di ricerca e analisi, creazione del nuovo brand.
Metodologia progettuale e progettazione degli oggetti insieme agli studenti
Realizzazione di un sito web che conterrà tutto il lavoro svolto con la presentazione dei prodotti e delle ricerche svolte.

 


30

Mar 2015

ALTRI SPUNTI PROGETTUALI

Oltre alle tematiche principali descritte nell’articolo precedente, abbiamo condiviso con gli studenti alcune riflessioni che possono sicuramente essere considerate importanti o comunque da tenere in considerazione negli studi preliminari.

Il moderno ritorno all’AUTOPRODUZIONE nell’economia domestica

LA RETE ed in particolare i Blog da anni danno voce alle persone che per interesse si dedicano a tematiche di mille tipi, tra le quali anche l’autoproduzione di oggetti ma anche di cibo, prodotti di pulizia, (dai formaggi fatti in casa con agenti lievitanti o acidi comuni, yogurt, kefir, fermeenti in genere, tecniche di panificazione, kefir, ecc..) ma anche utensili, prodotti per la casa, orti urbani, ricerca di erbe spontanee, ecc..).

Insomma condividono, istruiscono altri utenti e li spingono a realizzare artigianalmente, in casa, ciò che di prassi è comprato ed anche ad avvicinarsi a conoscenze e tecniche di una volta e tecniche moderne.Chimica e scienza applicate all’alimentazione perlopiù…Un processo di diffusione democratica e gratuita con tanto di turtorials e video, ricette, consigli e dibattiti tra utenti.Una volta solo pochi avevano larga conoscenza di tali tecniche e le cose si facevano perché andavano fatte, oggi si fanno per passione, ed la qualità delle produzioni è altissima.

LA rete è diventata uno strumento democratico di diffusione di know how e quindi l’autoproduzione e GLI STRUMENTI DELL’AUTOPRODUZIONE sono da reinventare in chiave moderna.

Ecco solo alcuni esempi di nuovi prodotti per la casa e la cucina, sicuramente più idee e spunti che  progetti dal sottofondo culturale avanzato, ma sono comunque interessanti per capire nuove ironie, nuovi costumi (il kits, take away, gli oggetti nomadi) alcuni trend del mercato moderno.

nuovi oggetti

Stiamo tornando anche nell’economia domestica un po’ più sostenibili, attenti, più artigiani? e come migliorare con nuovi strumenti la cucina e in genere l’economia domestica?

IRONIA E FIGURE RETORICHE NELLA PROGETTAZIONE

Cercare gli oggetti più ironici e forti dell’”antidesign” moderno analizzandone l’approccio progettuale, linguaggio, le riflessioni: un modo  per capire i meccanismi della comunicazione e della
ricerca tramite le figure retoriche artistiche tipiche (e classiche) della pubblicità e design come ingrandimento, spostamento, defunzionalizzazione ecc..).

Questo possibile approccio al progetto ci invita a partire da oggetti della tradizione, “prenderli in giro”spostando la loro funzione, riutilizzarli per altri scopi, alterandone materiali,forma,tecnologia.
Dare luogo ad una piccola produzione di oggetti che siano spunto di riflessione e punto di unione tra tradizione e futuro, che possano essere fruibili e spendibili (mostre, esposizioni, ulteriori workshop, collaborazioni) a livello di comunicazione significa studiarne e comprenderne la forma, il significato, l’uso, l’ergonomia, la prossemica, la funzione, la semantica….

Gli oggetti realizzati potranno essere studiati per il mercato oppure potranno essere semplicemente opere artistiche che suscitino negli spettatori una riflessione mirata e ben comunicata sul suo uso, sulla funzione, sulla forma.Quindi potranno essere anche opere d’arte, studio su nuove funzioni, studi di utilità di oggetti spostati su altri usi grazie a figure retoriche tradizionali.

Insomma non è detto che i prodotti finali siano oggetti da usare, possono semplicemente diventare oggetti che fanno riflettere, ricordare, ridere, ma che comunque raccontano l’identità, la storia, la cultura del nostro territorio.

antidesign

 

 


30

Mar 2015

Lo studio sull’identità locale

Dovendo realizzare oggetti di uso con una forte componente di identità locale, i prodotti finali del progetto devono comunicare all’utente finale il percorso culturale realizzato per la loro concezione e realizzazione.

Per prodotto finale non si intende solo l’oggetto di uso, (con i suoi significati e significanti, le texture, materiali, forme e dettagli) ma anche il packaging, le immagini, il copywriting di presentazione, ovvero tutti i messaggi testuali presenti nel contenitore per comunicare, attirare, vendere l’oggetto e presentarlo.Durante tutta la fase progettuale il ragazzi vengono affiancati dai professori ma anche dagli artigiani (per lo studio dei materiali, degli strumenti e delle tecniche di lavorazione ecc.) e da professionisti della comunicazione e della progettazione, in modo da formasie non solo nelle conoscenze tecniche ma anche nel METODO PROGETTUALE (di cui si parlerà in un articolo dedicato), che tenga conto di tutte le componenti sociali, economiche, produttive e di comunicazione.

Di seguito riportiamo uno  schema di partenza per gli studi preliminari.Prima di mettere mano alla penna o alle matite si deve avere una panoramica chiara delle tematiche da seguire e da analizzare.

Fiume Ombrone
(e bacini idrici storici)
Inquadramento nelle varie epoche storiche:

  •  produzione archeologica
    produzione medievale
    economia contadina
    reperimento materiali
    ricerca di oggetti e architetture
    realizzate con i materiali dell’ombrone

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Roberto Ferretti
Fondatore dell’Archivio delle Tradizioni Popolari della Maremma Grossetana
Antropologia, cultura popolare, leggende, gestualità e riti in Maremma
TEMI
“Si raccoglieva l’umidità della notte da determinate piante a scopi augurali scaramantici e curativi…”
“legare le febbri” in un luogo lontano dall’abitato, recitando una formula che le avrebbe imprigionate, liberandone la comunità degli uomini.

  • > la befana
    > il carnevale
    > i riti del fuoco
    > le leggende
    > il teatro popolare (i bruscelli, la befanata, la maggiolata, o maggio lirico)
    > il mito nei riti dela cultura contadina
Di seguito alcune illustrazioni realizzate da Roberto Ferretti che saranno punti di partenza per gli studi dei ragazzi e per la realizzazione di oggetti di uso, che in questo caso raccontino Usi, costumi, ritualità e leggende locali.

Roberto Ferretti

tavole_ferretti

Materiali, materia e percezione (i 5 sensi)

Un altro tema fondamentale è quello dei materiali tradizionali.Ecco i punti chiave

  • >Analisi storica dei materiali e degli oggetti di uso
    Legno – vetro -stoffe – paglia – creta- ceramiche- metalli, ma anche particolari delle caratteristiche visive dei materiali, le texture, ruvidità, trasparenza, colore…
    I materiali saranno alla base delle riflessioni su forma, funzione, percezione, ovvero il rapporto tra i sensi e le risposte emotive e sensoriali tra oggetto e persona.
    Antichi mestieri e artigianato: Workshop sui materiali,  sulle tecniche di lavorazione tradizionali e su quelle moderne (dalle stampanti 3d, alle macchine a controllo numerico, ai nuovi materiali plastici.
    Antichi mestieri e artigianato

dalla rubrica di Maurilio Boni (dopo anni di ricerche e interviste..)

Un oggetto tradizionale tra i tantissimi presenti ne” gli oggetti della tradizione:

La Mazzacchera

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“…….Quando all’inizio della primavera cominciavano i primi piovaschi e i fiumi e i fossi facevano
la prima torba, allora era arrivato il momento di preparassi la mazzacchera. Bisognava procurarsi
il necessario e cioè: una canna lunga un tre metri, un altro pezzo lungo una metrata per fare il “
garzone “, un due metri di spago, un po’ di filo di refe, un peso che di solito era un vecchio dado di
ferro, un ombrello d’incerato, un filo di saggina che si prendeva da una vecchia scopa e cosa
principale dei bei lombrichi che non dovevano esse ne’ tanto fini, ma nemmeno troppo grossi.
Questi si trovavano facilmente sotto qualche trogolo o vicino alla concimaia.
La mazzacchera si preparava in questo modo: si prendeva il filo di saggina e lasciandolo lungo
circa un palmo, si appuntiva da una parte e dall’altra si spaccava per un piccolo tratto con la lama
di un coltello.
Nella cruna così ottenuta si infilava il filo di refe
e con questo si infilavano per la loro lunghezza i lombrichi, che per rendelli meno scivolosi erano
stati passati nella cenere….

Troverete gli altri oggetti nella rubrica “Gli oggetti di Maurilio” (MAURILIO BONI)

 



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